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Emergenza Covid-19: le attività del Consultorio "Il Girasole" e la collaborazione con Pro Vita & Famiglia

Tra i beneficiari della recente campagna di solidarietà di Pro Vita & Famiglia c’è il Consultorio Familiare “Il Girasole” di Venafro (IS). La struttura è considerata una delle più attrezzate ed efficienti d’Italia, in grado di fornire servizi sanitari, psicologici, legali e di integrazione sociale in senso lato. Fondamentali sono risultati gli aiuti forniti da “Il Girasole” alla comunità locale durante la pandemia.

Per l’occasione, Pro Vita & Famiglia ha incontrato i due principali responsabili del centro: la dottoressa Angela Scungio, ginecologa e direttrice del Consultorio, e don Salvatore Rinaldi, sacerdote, bioeticista e pedagogista, parroco di San Giovanni in Platea, parrocchia

In che circostanze e in che modo, Pro Vita & Famiglia vi ha aiutato in questi ultimi mesi?

[Scungio] «Le centinaia di mascherine ricevute da Pro Vita & Famiglia sono state per noi come una manna dal cielo: oltre ad essere utilizzate dagli operatori, saranno distribuite a tutte le famiglie del nostro territorio, agli anziani e alle persone indigenti che non possono permettersi di acquistarle in farmacia. Dalla fine del mese di maggio, come quasi tutti, abbiamo ripreso a lavorare con le precauzioni previste, utilizzando i presidi necessari, molti dei quali li abbiamo acquistati di tasca nostra e questo pesa un po’ sul nostro bilancio».

 

Quando è iniziata la vostra collaborazione con Pro Vita & Famiglia?

[Scungio] «Ho avuto modo di conoscere il presidente Toni Brandi alcuni anni fa a un corso a tema educativo rivolto in particolare agli insegnanti, tenutosi all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, cui partecipai con alcuni dei miei collaboratori. Ritengo Pro Vita & Famiglia sia una realtà associativa molto valida per l’operatività che ha sul territorio nazionale, nonché per il suo lavoro formativo. In particolare la rivista ci è stata di grande utilità e ci ha ispirato quando abbiamo tenuto eventi a carattere educativo sul territorio. Ci siamo sempre sentiti molto vicini a Pro Vita & Famiglia, perché ci animano gli stessi principi: difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale e della famiglia come unica speranza a garanzia del rispetto della dignità della persona e dei valori non negoziabili. Contiamo di mantenere rapporti sempre più stretti con la vostra onlus, così come con altre realtà associative, quali il Movimento per la Vita, l’Associazione Scienza & Vita, il Banco Farmaceutico, l’Associazione Francesca Rava ed altre sia del mondo cattolico che laico. Siamo abituati a scendere sempre sul concreto, perché è questa la nostra indole che ci caratterizza fin dall’inizio. Speriamo nel tempo di poter realizzare qualche evento in collaborazione con Pro Vita & Famiglia sul nostro territorio, su temi che possano coinvolgere sia il mondo cattolico che quello laico e di questo vorrei farmi portavoce col nostro vescovo monsignor Camillo Cibotti, quando l’emergenza sarà finita, magari promuovendo un seminario di formazione. In passato abbiamo già tenuto eventi di carattere scientifico, come il convegno del 2013 sulla natura dell’embrione, cui parteciparono il ginecologo Giuseppe Noia e il magistrato della Corte di Cassazione Giacomo Rocchi. Altre nostre iniziative sono state di ambito giuridico ed educativo».

 

In che realtà territoriale opera “Il Girasole”?

[Scungio] «Siamo nati nel 2007, per iniziativa della nostra guida spirituale, don Salvatore Rinaldi che, oltre ad essere bioeticista, ha organizzato e diretto la Caritas Diocesana per circa venti anni ed è presidente dell’Associazione anti-usura “S. Pietro Celestino”, che opera sia a livello regionale che interregionale. Il Consultorio Familiare Il Girasole, confederato con la Confederazione Nazionale dei Consultori di Ispirazione Cristiana, si sostiene con i fondi della Diocesi dell’otto per mille e con il cinque per mille e rappresenta, nel suo ambito, una realtà particolarmente innovativa, per la grande varietà di servizi che offre. Il nostro territorio presenta numerose problematiche sociali: una decina d’anni fa, Venafro ha iniziato a patire il trauma della chiusura delle fabbriche e degli esercizi commerciali, la disoccupazione, con successiva implementazione del fenomeno dell’usura, accompagnate dallo spaccio di droga e dalla prostituzione anche minorile. Sul nostro territorio è presente una numerosa Comunità Rom, della cui cultura don Salvatore è un profondo conoscitore: conosce la loro lingua, ha scritto la sua tesi di dottorato e numerosi saggi su di loro. Ha tenuto dei seminari sulla cultura rom presso l’Università Teologica S. Luigi Gonzaga di Napoli».

 

Quali sono i vostri punti di forza?

[Scungio] «Le nostre consulenze sono totalmente gratuite ed i nostri operatori non percepiscono né gettone di presenza, né remunerazione occasionale. Esse non sono solo di carattere psico-pedagogico ma anche medico, in particolare di tipo ostetrico-ginecologico, pediatrico, di tipo legale, di mediazione familiare, di consulenza etica, spirituale, di tipo educativo, finanziario. Le nostre consulenze sono tendenzialmente in aumento rispetto agli anni scorsi: nel 2016 abbiamo realizzato un totale di 951 prestazioni, nel 2017 ne abbiamo fatte 748, nel 2018 sono state 851, nel 2019 sono state 578. Nei soli primi cinque mesi 2020 siamo già a 600».

 

Durante l’emergenza Covid, come vi siete mossi?

[Scungio] «In questi ultimi tre mesi, la nostra squadra di specialisti non è venuta meno. La nostra segretaria sig.ra Rossella ha assicurato la sua disponibilità h24, attraverso una finestra telefonica raccogliendo le richieste e inoltrandole agli specialisti».

[Rinaldi] «In particolare, vorrei ricordare quanto è stato fatto a inizio aprile, in occasione del ricovero di un gruppo di anziani di una RSA presso il reparto Covid dell’ospedale di Venafro. Erano arrivati in piena notte a bordo delle autoambulanze, suscitando forti polemiche sia a livello politico che della popolazione. Il consultorio si è organizzato e con alcuni infermieri, ha creato un sistema per raccogliere viveri e tutto il necessario per questi ricoverati, tenendo anche i rapporti con i loro familiari».

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